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E’ tornato Savonarola…
Post scritto da Vittore | marzo 20, 2009      
Da molti anni ormai si sta combattendo una dura battaglia senza esclusione di colpi e non mi riferisco ad una delle tante guerre attive che purtroppo decimano le popolazioni locali, ma una guerra dichiarata ad uno dei mali del secolo, ovvero l’AIDS (Sindrome da ImmunoDeficienza Acquisita derivante dall’infezione con il virus HIV-1 o HIV-2). Innumerevoli sono gli sforzi da parte dei ricercatori che tentano concretamente di contrastare questo virus e molti sono i fondi messi a disposizione dei vari governi per curare e soprattutto per prevenire la propagazione delle malattie. Il detto “piove sempre sul bagnato” è quanto mai perfertto per quanto riguarda l’Africa, poichè oltre alla fame e alla povertà, dovute a carenze strutturali ed economiche e a guerre che definirei silenziose poichè non vi è alcun interesse dei paesi moderni forse perchè a differenza dell‘IRAQ, non vi è petrolio nel proprio sottosuolo, si aggiunge anche una situazione precaria e delicata per quanto riguarda la salute. Ed una delle principali cause di quest’ultima situazione è proprio il famigerato virus dell’HIV. Prima di proseguire, premetto che sono un cattolico credende a Dio e meno al clero, poichè in quanto uomini sono soggetti ad errore e anche perchè la chiesa moderna dovrebbe disinteressarsi dei poteri temporali e politici, occupandosi solo ed esclusivamente di quelli spirituali.
L’idea era questa, ma diciamo che come in un’azienda hanno perso di vista il leitmotiv impartito dal proprio fondatore e spesso e volentieri dobbiamo assistere a ingerenze della chiesa in questioni che non dovrebbero riguardarla. Fatta questa premessa a scanso di equivoci e definito il quadro della situazione Africa, direi che il santo padre ha commesso un gravissimo errore dettato probabilmente dai luoghi comuni in cui spesso cade la chiesa. Per coloro che non dovessero saperlo, papa Benedetto XVI, si trova in questi giorni in visita pastorale in Africa e invece di portare sollievo e speranza a quelle popolazioni martoriate, ha creato non poche polemiche affermando che :
«L’epidemia di Aids non si può superare con la distribuzione dei preservativi - ha detto Benedetto XVI - che, anzi aumentano i problemi. L’unica strada efficace è quella di un rinnovo spirituale e umano nella sessualità. Direi che non si può superare questo problema dell’Aids solo con slogan pubblicitari»

Epidemia AIDS
Fin dai tempi della scuola, ci veniva inculcato il concetto che il preservativo è un validissimo aiuto per contrastare la trasmissione del virus HIV, oltre ad essere il più concreto mezzo contraccettivo. Riporto da wikipedia delle definizioni sul tema :
“Il profilattico, il cui uso è diffuso anche nelle coppie stabili, è indispensabile a maggior ragione nei rapporti occasionali, sia come anticoncezionale ma ancor più come protezione nei confronti di malattie sessualmente trasmissibili (MST), e cioè in primo luogo l’AIDS.”
“…Il profilattico offre la migliore protezione contro il contagio da malattie sessualmente trasmissibili tra tutte le metodologie disponibili. Uno studio del Dipartimento della salute americano afferma che l’uso del preservativo riduce dell’85% il rischio di contrarre il virus dell’HIV…”
E la chiesa cosa fa ?, inviata a non usarlo solo perchè secondo loro tutti i rapporti dovrebbero essere atti a procreare ed il solo ed unico mezzo di contraccezione autorizzato è la castità (!). Ci si comporta un po come ai tempi del medioevo con gli deliri di Savanarola.
Non credo che la castità sia una soluzione, un po perchè obbiettivamente difficile da attuare e anche perchè non sarebbe un modo consono per risolvere il problema imporla. Singolare il fatto che è la chiesa a dirlo, quando nemmeno alcuni di loro riescono a rispettare quel voto. Mi riferisco principalmente alla triste vicenda dei preti pedofili, venuta alla luce negli ultimi anni. Ovvio che c’è stupote e preoccupazione da parte delle varie associazioni/enti e anche da parte di alcuni esponenti di governi esteri, su quanto dichiarato dal papa, che potrebbe farci fare dei passi indietro rispetto agli ottimi risultati ottenuti in questi ultimi anni, per quanto riguarda la prevenzione e la cura di questa malattia. Oltretutto in quei paesi non esistono coperture sanitarie soddisfacenti al servizio della popolazione, per poter conoscere lo stato di salute di ogni persona, dovuta principalmente all’alto tasso di natalità di quei paesi e alle probelmatiche citate prima. Quindi una persona può essere infetta e non saperlo, avere un rapporto sessuale non protetto (sotto “consiglio papale“), infettare la propria partner (se non lo era già) e decidere il destino a priori di un bambino, se vi sarà concepimento. Nei confronti di quel bambino, che ancor prima di nascere ha il destino segnato, come si pone la chiesa ?…..che male ha fatto quella povera creatura per essere già condannato prima della sua venuta al mondo ?.
Domande banali, ma che a quanto pare non interessano alla chiesa, visto che preferisce che sia così elargendo questo tipo di perle di saggezza (!), che obbiettivamente avremmo volentieri fatto a meno. Come ho detto nella premessa, spesso la chiesa ha assunto posizioni quantomeno discutibili e in alcuni casi vi sono stati anche della azioni non degne della carità cristiana. Il mio riferimento, senza andare alle persecuzioni del medioevo e alle crociate, sono più recenti e fanno parte del secolo scorso, ovvero l’appoggio alla follia nazista/fascista. Emblematici i casi dei Monsignor Ludwig Kaas e Jozef Tiso, che non solo appoggiarono quel tipo di logica del terrore, ma furono anche protagonisti, tanto che mons. Tiso su impiccato dagli alleati per crimini di guerra. Addirittura, uno dei tanti slogan con cui la follia di Hitler dilagava era “Gott mit uns !” (Dio è con noi !), retorica o dato di fatto ?….ai posteri l’ardua sentenza. Cosa che ha dell’incredibile è che quando fortunatamente questo giverno del terrore cadde, alcuni prelati coprirono logisticamente la fuga di criminali nazisti, verso i paesi sudamericani, per baypassare l’estradizione.
In conclusione, vorrei dedicare le ultime righe a quella parte del clero che ha dato, ed ancora da, la propria vita ad opere caritatevoli, al servizio degli altri e senza un tornaconto personale, ai volontari, ai missionari e ai medici che operano in luoghi difficili, sia per quanto riguarda l’ambiente che li circonda, che come carenze strutturali. A coloro che in passato si sono dedicati completamente per alleviare le sofferenze di chi si trovava in quelle condizioni, e in questo caso Dio c’ha donato genete come Padre Pio o Madre Teresa di Calcutta per esempio, ma ce ne sono tantissimi che a mio avviso interpretano a pieno il valore cristiano e possono definirsi appartenenti alla chiesa, una chiesa che al confronto con questa moderna avrebbe qualcosa da insegnare.
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