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Domandare è lecito, rispondere è…governare
Post scritto da Vittore | marzo 2, 2009      
Sotto richiesta nel neo segretario Franceschini, il quale auspicava un’intervento del governo per sostenere economicamente i disoccupati, il premier Berlusconi ha risposto con un classico 2 di picche senza appelli, giustificandosi che il costo sarebbe eccessivo e dunque non sostenibile da parte dello Stato.
In effetti, in questo momeneto dare un assegno a tutti i nostri disoccupati è come dare 1 euro per ogni cinese sulla terra, visto che le stime della disoccupazione in italia è sempre in crescendo. Ma generalmente le cause del malessere del presente sono sempre imputabili ad un passato di scelte scellerate.
Inoltre oggi c’è una scorciatoia tanto classica quanto banale, ovvero, “colpa della crisi”. Sicuramente non è il momento dei grandi investitori e del boom economico, ma aldilà delle cause che c’hanno portato a questo stato, bisognerebbe concentrarsi su come uscirne. Non è il momento per studiare il perchè, ma sviluppare una concreta soluzione, per dare respiro all’economia. Il concetto “economia” è spesso un concetto astratto, di qualcosa che c’è, ma non si vede (come la definizione della nebbia nel film cult del grande Totò) e non si capisce come poter fare per poterla sostenere, eppure non è che ci voglia una laurea in economia per capire che l’economia siamo noi, a partire dalle nostre piccole spese agli investimenti in borsa. Una pubblicità di qualche tempo fa, focalizzava bene il concetto, in cui si vedeva la gente comune che grazie alle proprie spese faceva “muovere l’economia”.
Quello che molti governi, volutamente o meno ignorano, è che se diamo più potere economico alla classe medio-bassa, ne giova tutto il sistema economico, poichè continuare ad agire in diverso modo, è fine a se stesso. La riforma del lavoro e sostegno alla famiglia dovrebbero essere elementi inprenscindibili di ogni governo, affinchè si arrivi non solo alla terza settimana, ma anche alla quarta senza preoccupazione alcuna. In questo modo si da una maggiore cognizione di fiducia sia agli investitori esteri che agli italiani stessi, che potranno contare su un potere economico più forte e certamente questo sarà linfa vitale per la nostra economia. Le mosse di questo governo non mi sembrano siano verso questo senso, ma ogni qual volta si dibatte per un possibile intervento di sostegno alle famiglie, ci si rifugia in affermazioni banali come ho detto prima, ma anche scaricando il problema sul precedente governo, che avrà pure le sue colpe, ma non dimentichiamoci che rappresenta una piccola parentesi a confronto dei 5 anni precedenti di Berlusconi sommato a quest’ultimo. Il governo Prodi, purtroppo a causa di una coalizione non proprio omogenea, si è trovata a governare su un filo di rasoio, per 2 anni. Concentrandosi di più sull’equilibrio interno che a risolvere i problemi del paese. Invece il governo attuale, sommato al precendete può contare in 6 anni in cui inequivocabilmente ha dato il via alla crisi in cui versa il nostro paese, in tutti i campi. Aumentando oltremodo l’età pensionabile, creando contratti di lavoro super flessibili e a solo vantaggio dei datori di lavoro, prendendosi gioco della giustizia con leggi ad personam e curando i propri interessi economici. In conclusione, la richiesta di Franceschini è del tutto lecita, sia dal punto di vista politico che economico, la risposta del premier è banale e ahimè corerente con la sua politica di sempre.
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