Valerio Verbano 25 Febbraio 1961 – 22 Febbraio 1980

«Mi sembra di rivivere il ventennio, le aggressioni razziste e squadriste non finiranno mai».

Queste sono le parole di una madre, non una madre qualsiasi, ma quelle di una madre che ha sofferto il dolore indescrivibile di perdere un figlio per mano altrui, un’aggressione spaventosa, non degna di un essere umano.

Ancora una volta la signora Carla Verbano ha dovuto riesumare la storia di suo figlio dopo essere venuta a conoscenza di un altro raid di mano fascista ai danni di due dipendenti della sede di Rifondazione Comunista, qui di seguito un piccolo estratto:

«Mio marito ed io tornammo a casa, dopo essere stati dal medico, verso le ore 12 e dopo pochi minuti sentimmo suonare il campanello. Andai alla porta: “Chi è?” – domandai – “Siamo amici di Valerio” – mi rispose una voce – “Non c’è, è a scuola” – dissi io – “Possiamo aspettarlo in casa? Siamo stanchi. Lei ci conosce, siamo venuti altre volte”. Aprii, ma appena il tempo di intravedere il viso di uno di loro che subito si calò il passamontagna; gli altri due (erano tre in tutto) l’avevano già. Il primo mi mise la mano sulla bocca per non farmi gridare e mi girarono; mio marito mi chiamò e loro individuando da dove proveniva la voce si diressero in camera da letto immobilizzandolo in due e buttandoci entrambi sul letto. Contemporaneamente ci legarono e ci tapparono la bocca con nastro adesivo per pacchi. Uno di loro rimase sempre in camera con noi, gli altri due si precipitarono in camera di Valerio a frugare nei cassetti e nell’armadio. Quello che stava in camera con noi ci puntava ripetutamente la pistola davanti minacciandoci ; diceva: “State buoni e non succederà niente, vogliamo parlare con Valerio”. E per parlare con nostro figlio dovevano legarci e imbavagliarci? Io e mio marito cominciammo a temere per Valerio e mi auguravo che non venisse a casa, che avesse un piccolo incidente con la vespa. Qualsiasi cosa purché non rientrasse. Verso le ore 14 sentimmo aprire la porta: Valerio era tornato! Ci fu una lotta, rumori forti. Valerio faceva karate e judo perciò sapeva difendersi, ma di fronte a tre persone armate cosa poteva fare? Io cercavo di scendere dal letto riuscendoci dopo vari tentativi; mentre ero in terra sentimmo un colpo di pistola e dopo un attimo un altro colpo, poi la voce di Valerio che chiamava “Mamma aiuto, aiuto mamma!”. Mi sentii gelare il sangue mentre loro scappavano. Nel frattempo con il mento ero riuscita ad aprire la porta e vidi Valerio di traverso sul divano, il sangue che gli usciva dalla bocca…Valerio se ne stava andando. (cit. http://www.valerioverbano.it )

Facile immaginare il seguito, Valerio Verbano un ragazzo di soli 19 anni muore il 22 Febbraio 1980 a soli 3 giorni dal suo compleanno. Ogni anno a Roma, città premiata con la medaglia d’oro per la Resistenza, viene organizzata un manifestazione locale per ricordare Valerio, militante di sinistra ucciso brutalmente per le sue idee di libertà e uguaglianza.

Forza Nuova, movimento di stampo neofascista fondato da Roberto Fiore e Massimo Morsello il 29 Settembre 1997, “in pieno rispetto della legge Scelba”(da notare la sottile ironia), ha pensato bene di organizzare un corteo lo stesso giorno, stranamente autorizzato dalle forze dell’ordine, contro gli stupri o contro gli immigrati clandestini e NON, ancora non si è riusciti a capire lo scopo di questo inutile corteo razzista e xenofobo.

Lo scontro era inevitabile, e come sempre le squadracce fasciste sono entrate in azione; chissà forse essere in soprannumero li farà sentire sicuri di loro stessi, li farà credere seriamente nei loro ideali anti-democratici, o forse è solo una questione di ignoranza, un’ignoranza che dilaga a discapito dei partigiani morti per liberare la patria e proclamare una costituzione che non viene ormai più rispettata….

Come conclusione permettemi di salutare un’ultima volta Valerio…

22 Febbraio bandiere rosse sempre….Valerio Verbano non è mai morto è vivo e lotta insieme a noi, le sue idee non moriranno mai!!!

Valerio e la madre Carla

Valerio e la madre Carla

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